Milked di Amy Taylor… Verso la fine dell’allevamento di animali

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Milked

Con Milked, Amy Taylor descrive il momento di transizione per liberare finalmente gli animali dal giogo crudele dell’allevamento e salvare la terra dalla distruzione ambientale.

Milked è uno dei documentari sugli allevamenti intensivi più programmatici e completi. C’è una analisi dell’industria del latte che lascia sgomenti, soprattutto quando a più di metà del film si fa incursione nella parte oscura degli allevamenti: dove la crudeltà, la morte, la sofferenza sono insopportabili. Ma tutto questo viene semplicemente nascosto al consumatore, che deve avere un’idea bella e felice dello sfruttamento animale.

In realtà tutti gli allevamenti di animali comportano una incredibile sofferenza, laddove le mucche per produrre latte devono essere continuamente ingravidate in modo artificiale, e poi perdere il vitellino appena nato che sarà poi macellato, se maschio.

In poche righe di descrizione capiamo benissimo quanto sia eticamente insostenibile.

Milked descrive con originale completezza la situazione in Nuova Zelanda, che insieme a Stati Uniti ed Europa detiene i numeri più grandi della produzione mondiale. In Nuova Zelanda tutto il territorio vicino agli allevamenti è stato distrutto, tanto che le falde acquifere inquinate non possono essere più utilizzate e sono pericolose anche per un bagno estivo…

Ancora più interessante è il lavoro svolto dall’attivista maori Chris Huriwai contro la multinazionale Fonterra, vero e proprio fortino impermeabile a qualsiasi critica… Capiremo poi, nella parte finale, quale potrebbe essere l’epilogo anche per una multinazionale che sembra solida e inattaccabile.

Vediamo anche il passaggio alla coltivazione della canapa e in generale alla conversione dei terreni in coltivazioni biologiche ecc. che potrebbero consentire perfino un recupero delle aree danneggiate.

Ma quel che è originale nel film è anche la scoperta di future previsioni del mercato, solo appena immaginabili dai consumatori, anche se è nota ormai la diffusione massiccia di prodotti alternativi al latte e perfino alla carne, da parte di RehinkX.

Nel sito troviamo le informazioni riguardanti il settore del cibo e agricoltura e dati alla mano scopriamo che la produzione di latte è possibile a partire da batteri, i quali consentirebbero un prodotto assolutamente uguale a quello animale… Non solo, i costi sarebbero abbattuti quasi del 100%, con un tasso di inquinamento irrisorio (si parla di 1%) e naturalmente senza mucche…

Un aspetto incredibile è che il film abbia ricevuto anche premi, certo un po’ settoriali tipo film indie o Impact Docs, Cinema for Peace, ma non ha avuto una grande distribuzione anche se lo troviamo su youtube disponibile. Certo i vari Greenpeace ne hanno parlato, ma in Italia credo che nessuno lo abbia anche solo citato…

Perché dovrebbe essere menzionato? Perché alla fine è in linea con la narrazione mainstream del cambiamento climatico, ecc. Ma evidentemente le lobby dell’industria casearia stanno cercando di resistere il più possibile con la vecchia produzione… Mistero! Ci sarebbe anche il problema di sostenere gli allevatori di cui si parla nel documentario. O forse semplicemente perché ai vertici ci sono manager un po’ imbecilli o forse perché ancora più su hanno già deciso quando sarà il momento di mollare questo sistema di “produzione” fondato sull’inaccettabile sfruttamento animale… Speriamo le possibilità di guadagno del prossimo sistema industriale facciano fare il passo il più in fretta possibile.

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