I senza Dio e L’ordine delle cose di Tommaso Minniti: vademecum per attraversare il ventunesimo secolo…

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I senza Dio
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Il bellissimo volume di Tommaso Minniti, autore, regista, attore, è un prezioso vademecum per vedere più chiaro gli eventi della nostra epoca. Anche con la speranza o la fede che infine ci sia davvero un Dio che vede e provvede…

Per parlare di questo libro pressoché unico nel panorama inflazionato delle culture alternative o peggio ancora delle discipline spirituali, occorre prima di tutto considerarlo come un viaggio di visione e immaginari. Per questo la recensione di un libro che anche se non parla di cinema, fa riferimento agli immaginari “artificiali” e non propinati dal sistema, in cui gli esseri umani superstiti si muovono un po’ come il protagonista del noto film The Truman Show

Difficile ordinare, elaborare una sintesi, così ho preferito ripercorrere i passaggi sottolineati lungo una faticosa lettura, non per il linguaggio difficile, anzi tutt’altro, ma per gustarsi con i suoi tempi una lettura che è iniziata poco dopo l’uscita del libro più di un anno fa. Ma qui non siamo schiavi dei tempi dettati dal postcapitalismo avanzato che propone prodotti su prodotti senza sosta. Sta a noi fare da filtri e non farsi travolgere dall’ansia di “essere sul pezzo”…

PIccola premessa per ricordare che il libro è aperto da una dedica della compianta attivista combattente Ornella Mariani Forni, che sono lieto di ricordare: “Non è un libro, è un monumento all’Etica”.

Ed effettivamente Minniti si muove con una visione tutta personale, con il suo punto di vista di uomo di questo tempo che si scontra con i vari eventi spesso al limite del “reale” e lavora immediatamente per elaborare una posizione, che è poi dettata sempre dall’Etica personale… Ovvero da una risposta, l’unica forse possibile, a situazioni la cui reazione spesso è stata diversa in altre persone… Discorso lungo…

Potremmo anche dire che in fondo la didascalia dell’introduzione “Scritto in grazia e senza Chat GPT” ci rivela il lavoro del tutto umano, di fatica di fronte alla missione di dire le cose come si vedono, appunto “questo è un dettato, un Vademecum per capire e sfiduciare il Nuovo Ordine Mondiale”. E naturalmente si potrebbero aggiungere tante considerazioni… Ma cercherò sempre di “stringere”… questa recensione per non renderla illeggibile per estrema lunghezza, anche se questo volume non può essere facilmente recensito in due parole…

“L’essere umano non può sopportare troppa realtà”, la citazione di Thomas Eliot, bellissima, perché già configura una disposizione molto comune nell’essere umano, ovvero il fatto di non accettare tanto facilmente ipotesi che potrebbero spaventarlo… Per quieto vivere, per tranquillità interiore, meglio conformarsi all’autorità di turno…

Andiamo alla prima parte, il disordine. Quest’ultimo è “più pericoloso, è un male indotto, cioè mosso da un potere che disgrega”. Ognuno tragga le sue conclusioni…

La libertà è una spia… Ovvero il volere di libertà, come indicato da Kant e Martin Luther King, “la mia libertà finisce dove comincia quella altrui”; questa massima è continuamente disattesa oggi dal mondo moderno, in quanto “non lo esime dal praticare gli omicidi prenatali, le facilitazioni alla morte, o le guerre cosiddette giuste” Una declinazione del concetto di libertà che si allontana sempre da ogni tipo di buon senso e saggezza.

Cominciamo con la serie di frasi, di retoriche che tanto ci hanno colpito in tempi recenti: “Vi mettiamo in lockdown a Natale, per salvare la Pasqua”… Qui forse non c’è tanto da aggiungere…

Secondo capitolo, diritto di voto, di veto, di vita…

“Cominciamo ad accorgerci che dal diritto di voto, stiamo passando gradualmente a un diritto di veto, cioè a un divieto che le leggi impongono alla libera espressione di volontà?”: e questo dipende sempre dall’intrusione, l’usurpazione nei confronti della lingua, con le etichette appiccicate, che rimuovono la semplice logica… Le porte spalancate, insomma, a chi cavalca il “politicamente corretto” che adesso corrisponde alla narrazione dominante. Chi non l’accetta è bruscamente fermato!

Come uno degli esempi, la rappresentazione della donna nelle pellicole cortellesiane, funzionale a confermare un modello di donna, vittima, che si è emancipata grazie a referendum e votazioni fasulli come quello Monarchia Repubblica.

In sintesi, con questa ottima frase ad effetto: “Cosa abbiamo combinato in pochi decenni? Abbiamo sporcato le mani alle donne e messo lo smalto sulle unghie dei maschietti”.

Nel capitolo 3, il regime dei colonnelli, basta ricordare l’atto di fede verso i vaccini chiesto dal generale Figliuolo… un prodotto farmaceutico che diventa come l’ostia consacrata…

Nel capitolo 4, il voto contronatura, è descritta la solita cantilena che vorrebbe portare acqua al mulino contro l’astensione ritenuta un disinteressamento alla partecipazione civile, quando è ovvio che ormai corrisponda a una vera e propria protesta: “Ebbene io non conosco un solo non votante che non abbia uno spiccato senso dell’epoca in cui vive e del suo dovere”.

Usurpazione, un paio di frasi bastano… l’usurpazione del silenzio! Il frastuono dello schermo, no! Una appropriazione indebita…

Nel capitolo 8 dedicato a Moro: Allora ci dissero: se volete la Repubblica viva, bisogna che Moro muoia e noi lasciammo uccidere Moro.

Il capitolo 9 per gli appassionati delle vicende papali ed in particolare la posizione quasi surreale del recente papa dimissionario Benedetto XVI…


Per il capitolo 10 la vicenda dell’attentato a Trump suona grottesca. Discorso per ribaltare i proseliti di Qanon. Forse il deep state quando deve uccidere qualcuno lo fa e basta come ha fatto con Kennedy…

Si passa così alla seconda parte, il Nuovo Ordine… Suona brutto e minaccioso ma tant’è… che si gonfia la teatrale enfasi, della serie che se ieri “siamo stati sulla Luna” domani saremo pronti a popolare Marte!!!

E il capitolo 12 si intitola non a casa “Attenti al futuro”: Il futuro è l’occasione più ghiotta per tentare l’umanità.

Si va avanti con proclami inframezzati dal tormentone “ce lo chiede l’Europa”…
Il capitolo 13 “Lei non sa chi sono loro” è divertente in quanto è un confronto diretto tra innocenti manipolati e chi vede chiaramente nella comunicazione mainstream eterodiretta (da loro o da qualcuno poco importa) il principio di suggestione, di corrosione di ogni logica e pensiero, infine il naufragio dell’individuo che di fronte a qualsiasi fenomeno risponde prontamente e pure contento e “saputello” con le stesse parole che i comunicatori hanno utilizzato…

Tempo fa girava appunto un meme su alcune frasi ripetute identiche in tutti i canali… Ricordate?

A parte gli appartenenti alle note società massoniche, ecc, direi che al momento non sappiamo nulla di “loro”, l’unica traccia che rimane palese è l’incessante attacco alle menti… Minniti rivede il fenomeno sempre in chiave di lotta tra Bene e Male o meglio di inganno del Male che poi trova terreno e diffusione nelle pratiche di tante belle società più o meno segrete.

Siamo dalle parti del Bafometto di cui si occupa il quattordicesimo capitolo?

Il titolo del quindicesimo capitolo fa un po’ paura: “Così presidiano le porte della vita”.
Chiaramente si riferisce alla confusione voluta sui temi della vita e della morte che sono in ordine:
– Aborto
– Eutanasia
Come dire il controllo a livello della nascita e della morte. Non mi sembra ci sia bisogno di aggiungere altro. Ognuno faccia la sua riflessione sul fatto che i due termini siano diventati sinonimi di “diritti garantiti”…

Il capitolo sedici affronta la questione gender ormai spinta verso il fluid gender. Un sistema utile per confondere maschio e femmina, per trasformare i corpi in ibridi già solo limitandosi alla naturale inclinazione sessuale: “la libertà indiscriminata di essere quel che si vuole quanto a genere e sesso… “Minniti scherzosamente ricorda che qualcuno può giustamente sentirsi un cane o un cavallo… E Dio, ancora Dio, che maschio e femmina li creò?

Nel capitolo diciassette il Francesco dalla fine del mondo è chiaramente Bergoglio… colui che ha avvilito la Rivelazione! Che abbia detto a un fedele “ci rivediamo all’inferno” non è neanche commentabile! Il capitolo contiene una serie di frasi dette da Bergoglio che sembrano surreali!

Arriviamo al dunque col capitolo diciotto dedicato all’intelligenza artificiale. Tutto inizia con la grande ragnatela globale (World Wide Web)? Naturalmente troviamo Chat GPT, IT Wallet e tutti i gadget che sembrano propedeutici a un transumanesimo che si compie attraverso le varie modalità d’uso delle interfacce, spacciate per nuovi modelli di evoluzione, della serie progresso tecnologico e sviluppo ma di che ? Non si sa! “L’IA dovrà piacerci, alleviare le fatiche, sollevarci dall’eterno giogo del lavoro, del dolore, delle privazioni”… ma tutto questo suona come una grottesca illusione, laddove tutto ciò sradicherà “la sacralità dell’esistenza”.

Il capitolo diciannove è dedicato alla faccia del diavolo: olimpiadi e democrazia. Si tratta di un riferimento alla trasformazione di ogni spettacolo che sembra ormai diventato un macabro omaggio al signore delle tenebre.
Il capitolo è dedicato alla fallacia di un nuovo ordine, che è già una definizione sarcastica di qualcosa che non può esistere… I lettori di questo libro alla fine lo dovrebbero aver capito…

Il capitolo ventuno, intitolato “Fratelli di un dio minore”: siamo ancora dalle parti dell’estromissione di Dio.

Arriviamo così alla felice conclusione della parte terza che ci domanda se il vecchio ordine è utile? Naturalmente se va bene e non si capisce perché non possa esserlo, perché vogliono rifilarci un nuovo ordine? Basterebbe rimettere le cose nel vecchio ordine… Però quante cose si sarebbero dovute buttare nel cesso… La Tv per esempio? Siamo troppo in ritardo?

Il libro segue ripuntualizzando i comandamenti eterni, quasi a focalizzarci ancora una volta sul fatto che abbiamo la verità di un ordine eterno, ma per qualche motivo, ce ne freghiamo e cerchiamo chissà quale chimera…

Da notare che proprio sui comandamenti eterni la cosiddetta modernità si è scagliata, dalle feste a onora il padre e la madre, e i più controversi non uccidere (vedi aborto), non commettere adulterio (vedi divorzio), il clamoroso non dire falsa testimonianza (tutta la comunicazione è una grande bugia), non desiderare la roba altrui (in pieno consumismo sfrenato)…

Chiudo questa libera recensione con un passaggio da “È colpa mia”: “Oggi soprattutto, nel dispiegarsi così lampante dell’Ordine del Male, la strada per la verità sembra allo stesso tempo più facile da individuare, ma più difficile da percorrere. È facile perché la verità si sta attestando nel semplice vivere, è difficile perché quella semplicità di vita ci sarà impedita sempre di più!”





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