Triangle of Sadness, conferma Östlund eredità Buñuel

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Triangle of sadness

Come in un film di Luis Buñuel, la galleria di personaggi, oggetto di studio entomologico, attraversa lo spazio della messa in scena. Come Buñuel, a Ruben Östlund interessa raccogliere dettagli su quei personaggi corrispondenti a una idea generale

Come in un film di Luis Buñuel, la galleria di personaggi, oggetto di studio entomologico, attraversa lo spazio della messa in scena. Come a Buñuel, a Ruben Östlund interessa raccogliere dettagli su quei personaggi corrispondenti a una idea generale, magari preconcetta, ricostruita, ma l’importante è che nella scrittura questi dettagli siano allineati ad un riscontro da parte dello spettatore e quindi tutte le varie sfaccettature sono in qualche modo già viste, ma è proprio nel metterle assieme attraverso una lucida narrazione che Ruben Östlund riesce a costruire il quadro completo, lo stesso quadro (“square”) del titolo omonimo precedente…

Ma andiamo con ordine…

Ci sono dirette influenze nel cinema di Östlund che è impossibile non citare, ma la premessa è che in qualche modo il materiale umano venga deformato. Una deformazione che sembrerebbe più cerebrale, tuttavia è sempre attraverso i corpi e i suoi fluidi che esondano in abbondanza che Östlund riesce a raggiungere l’obiettivo di fare a pezzi i suoi personaggi per la loro irredimibile meschinità. 
Anche il personaggio di Abigail che erroneamente potrebbe esser preso come la riscossa dei “poveri” dimostra che non appena i rapporti di forza e i ricatti cambiano direzione, è lei stessa a diventare una privilegiata tanto da assicurarsi pure i favori sessuali del maschio giovane…

In fondo i personaggi di Östlund sono i figli di quelli di Buñuel, ancora più volgari e indolenti. Appartengono tutti alla stessa categoria… gli affamati, i corrotti dal denaro, che farebbero qualsiasi cosa per accaparrarsene sempre di più… I pasti famelici sono lo stesso simbolo di sempre della avidità di Gordon Gekko di Wall Street… “Mai sottovalutare l’avidità altrui”…

https://youtube.com/watch?v=kCVfOrVEf64

E perché non richiamare anche altri esempi di fluidi e pranzi letali come La grande abbuffata di Marco Ferreri e Mr Creosote in Il senso della vita dei Monty Pithon, di cui trovate sotto sia la scena in lingua originale che quella doppiata. Altro esempio di quella deformazione di cui si diceva e che Östlund del resto richiama proprio nel titolo quando fa riferimento alla superficie della fronte… il triangolo della tristezza che deve essere trasformato anche attraverso la chirurgia plastica. Ma anche tutti i personaggi denotano una deformazione che riguarda anche la capacità intellettuale, come il personaggio che ripete sempre “Tra le nuvole” o la coppietta di venditori di armi che vive in una dimensione indecifrabile… E Woody Harrelson che non è in grado di presentarsi per ubriachezza… fino alla terrificante cena in cui quasi tutti vomiteranno da ogni parte e c’è anche la scena del cesso con la merda che esce allagando gli ambienti… Richiami pure a un’altra scena di La grande abbuffata.

Tutti vittime dell’insensatezza dei nostri tempi, laddove giustamente Time Out parla di “commedia perfetta dei nostri tempi”… che è richiamata anche nel poster del film… Ma io aggiungerei anche la morte tragica della giovanissima protagonista trentaduenne Charlbi Dean, per malore… Solo che tutti questi malori oggi si associano a una brutta questione… Lasciamo perdere… Il cinema, riflesso tragico della vita reale, ancora più reale…

Trailer italiano di Triangle of Sadness
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