I. A. favorevoli e contrari. Ted Sarandos, Ceo di Netflix, dice la sua

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Ted Sarandos

L’intelligenza artificiale ha aperto un dibattito con favorevoli e contrari… Tra i primi anche Ted Sarandos di Netflix

Una delle manipolazioni in atto è quella sull’intelligenza artificiale. Come al solito le nuove tecnologie servono semplicemente a dividere, a costruire un fronte a favore ed uno contrario, insomma il solito Divide et impera…

Ma nessuno parla del fatto che l’intelligenza artificiale fa parte del “pacchetto” transumanista, che ha il triste obiettivo di sostituire il genere umano con vari tipi di robot. E l’Harari di turno va cianciando sull’hackerabilità dell’uomo per convincere che l’essere umano possa essere trattato come un computer…

Per quanto riguarda il settore cinematografico, il tema principale tirato in ballo è quello delle sceneggiature. Ovvio che l’intelligenza artificiale possa sostituire l’attività tradizionale. Sarandos, intervistato dal New York Times, fa una serie di esempi che non c’entrano più di tanto come quello dell’animazione digitale che è passata dalla matita tradizionale a quella elettronica, ma il fatto è che una intelligenza artificiale può costruire qualsiasi trama sia nella versione animazione che in quella fotografata “reale”.

Ancora una volta assistiamo al teatrino di chi è a favore, tipica finestra di Overton, senza guardare a chi conduce la danza: le solite oligarchie transumaniste che spingono per una società del controllo e dove la produzione è in mano a intelligenze artificiali controllate da pochi… Ecco, questa ipotesi non tanto remota, è molto più inquietante. Perché non cominciamo a dare a ciascun individuo più controllo sulle varie filiere di produzione, sui trasporti e gli spostamenti, laddove con varie giustificazioni fantasiose come il cambiamento climatico, si costruiscono vari limiti e barriere…?

Provando a vedere le cose un po’ nel loro insieme anche il discorso dell’intelligenza artificiale nel cinema è una violazione grave laddove sia in mano a poche persone.

Ecco intanto cosa ha detto Sarandos: “Ho più fiducia negli esseri umani di così. Davvero. Non credo che un programma di intelligenza artificiale possa scrivere una sceneggiatura migliore di quella di un grande scrittore, o sostituire una grande interpretazione, o che non saremo in grado di notare la differenza. L’intelligenza artificiale non ti prenderà il lavoro. La persona che usa bene l’intelligenza artificiale potrebbe prendere il tuo lavoro. L’intelligenza artificiale è comunque un tipo naturale di avanzamento di cose che stanno accadendo oggi nello spazio creativo. L’intelligenza artificiale non ha sostituito le riprese in esterni. Scrittori, registi e montatori utilizzeranno l’intelligenza artificiale come strumento per svolgere meglio il proprio lavoro e per fare le cose in modo più efficiente ed efficace. E, nel migliore dei casi, mettere sullo schermo cose che sarebbero impossibili da fare. Ricordi come tutti litigavano per l’home video? Per diversi decenni, gli studi cinematografici non hanno concesso in licenza i film alla televisione”, ha aggiunto. “Quindi ogni progresso tecnologico nel campo dell’intrattenimento è stato combattuto e alla fine si è rivelato in grado di far crescere il business“.

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