“Terrore cieco”(aka Blind Terror, See No Evil) (G.B. 1971), Richard Fleischer

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Terrore cieco

Da Sinister, per la prima volta in dvd in Italia entrambe le versioni con differenti montaggi dai titoli rispettivamente di “See No Evil” e “Blind Terror”, statunitense e britannica rispettivamente dell’ormai classico “psycho-thriller” di Fleischer

Lo sceneggiatore britannico Brian Clemens, all’epoca di “Blind Terror”, era all’apice del suo successo e della fama.  

Con il titolo della versione inglese “See No Evil” era uscito nel 2017 in un combo blu-ray e dvd della serie Indicator/Powerhouse-Columbia Tristar, da cui la recente edizione Sinister in due dvd, prende benemeritatamente quasi tutto, comprese le due versioni del film dai diversi titoli sopra citati, e dalle lunghezze generalmente diverse, oltre che diverse angolature e montaggi, di numerose sequenze.
In Italia, il film uscì con il titolo con cui è dal 1971 conosciuto, “Terrore cieco”.
“Blind Terror” ci introduce nella giornata e mezzo di una giovane donna da poco non vedente a causa di un incidente a cavallo, ignara che tutti gli altri nella sua casa sono morti, uccisi…Dovendo quindi sopportare estenuanti difficoltà mentre cerca di sfuggire all’assassino e ha bisogno che gli uomini, il suo ragazzo e altri amici, gli vengano in soccorso. Non c’è una sola situazione in cui la sua disabilità possa essere trasformata -come si farebbe oggi magari con poco realismo-, a suo vantaggio, ma nonostante tutto, sembra così anche ben più realistico, crea notevole empatizzazione e sofferenza dello spettatore, assieme a lei. Inoltre, con le sanguinose torture offerte nei “survival horror” di oggi, ce la caveremmo tutti alla leggera, ma non qui.

Detto dei due titoli diversi utilizzati, essi non sono correlati con altri film ben più scadenti, realizzati negli anni 2000, che non sono nè remake, nè collegati in altro modo a questo. “Blind Terror” (2001) con Nastassia Kinskij, o “See No Evil” (2006) con Glen Jacobs della WWE. Questo è soltanto il film con Mia Farrow del 1971. Un thriller teso scritto dal citato Brian Clemens, nella stessa vena psico-killer morbosa e “malata” di “Il Mostro della strada di campagna”(And Soon The Darkness) (1970), sempre scritto da lui e diretto da Robert Fuest .

Brian Clemens divenne famoso negli anni Sessanta, passando dalle sceneggiature per “Danger Man” (tra molti altri), alla creazione della serie TV di successo “The Avengers” , che riamne ancora oggi un punto di riferimento della tv britannica. La sua infinita creatività sfidava le scadenze e i clichè, oltre che per l’abilità nel contorcere le trame stando al passo con il pubblico, che alla fine lo portarono a lavorare in film con un budget generoso.

Gli anni settanta hanno visto i lavori principali di Clemens nei lungometraggi cinematografici. Ha sceneggiato “Barbara, il mostro di Londra”(Dr Jekyll e Sister Hyde) di Roy Ward Baker della Hammer (1971), “Il Viaggio fantastico di Sinbad”(The Golden Voyage of Sinbad) di Harryhausen e Gordon Hessler (1974), e ha persino diretto il cult “Capitan Kronos – Vampire Hunter” (1974), che aveva inizialmente inteso come una serie di film. Fu un peccato che non vennero realizzati più film del “Capitan Kronos”, e che non fece più il regista, anche perchè in una intervista disse che il dirigere gli piaceva davvero

Il decennio si concluse con una sceneggiatura di spettri per la Disney, “The Watcher in the Woods”(poi “Gli Occhi del parco”, diretto da John Hough) (non pubblicata fino al 1980), quando tornò a fare TV, con una nuova serie di “The New Avengers” seguita dai mitici  “The Professionals” . Ha anche trovato il tempo per scrivere 42 episodi della durata di un film, di “Thriller” , un’escursione del sabato sera negli psico-killer e nel soprannaturale, piena di colpi di scena simili a quelli visti in “And Soon The Darkness” di Robert Fuest,  e “Blind Terror” .Per sentire la voce dell’uomo stesso Brian Clemens, c’era una bella ”intervista sulla carriera” con Brian sul sito web di Classic Images . Per “Terrore cieco” (1971), di produzione britannica, e affidato ad un regista che all’epoca non sbagliava un film in qualunque genere fosse come Richard Fleischer, i produttori senza dubbio pensarono di dare una svolta alla trama già imbastita ne “Gli Occhi della notte” (Wait Until Dark) (1967) di Terence Young, un film diventato un thriller d’assedio di culto, e dal grande successo personale per Audrey Hepburn, dove ancora una volta un giovane non vedente era la donna protagonista terrorizzata da un memorabile pazzo psicopatico, (Alan Arkin).

Già dalla inquadrature iniziali del film, che si apre sulla uscita di un cinema con in programmazione un inesistente nella realtà film horror, “Terrore cieco” si apre con uno sfacciato montaggio di occasioni che potrebbero ispirare un uomo apparentemente comune, all’omicidio gratuito. Passa davanti a negozi che vendono pistole giocattolo, fumetti violenti, a negozi di televisori (che trasmettono programmi violenti), ed è appena stato al cinema per guardare “Rapist Cult” (che come ho scritto non è un vero film, nel caso ve lo stiate chiedendo). Ma a meno che anche il resto del pubblico che lascia il cinema non si sia trasformato in psico-killer, ( potrebbe anche essere stata una bella storia),ancora non ci vengono date molte informazioni sul misterioso personaggio, inquadrato soltanto dai due stivali camperos con le stelle bianche, fino ai jeans, e  alle ginocchia. Eh sì, tutto ciò che vediamo di lui durante quasi interamente per il film, sono i suoi stivali da cowboy…

L’assassino ama infatti molto i suoi stivali, e non accetta di buon grado gli schizzi di fango su di essi, prodotti da una macchina di passaggio. Per vendicare i suoi stivali infangati, rintraccia i proprietari della macchina responsabile, al fine di compiere una sanguinosa vendetta… eh sì, per i suoi stivali.

Quell’auto si stava allontanando dalla stazione, dove una famiglia stava riportando a casa la nipote resa recentemente cieca, dalla clinica. Sarah (Mia Farrow) è cresciuta con loro, quindi sa come muoversi abbastanza bene. Le piace andare a cavallo e ha una specie di fidanzato. Ma una notte, di ritorno dalle stalle, si corica senza accorgersi che l’intera famiglia è stata trucidata…


E no, non riacquisterà la vista per tutto il film…

“Terrore cieco” ha una convincente interpretazione centrale di Mia Farrow, che svolse un ottima impersonazione nell’apparire cieca. Ma anche lo sceneggiatore e il regista Fleischer sfruttarono senza infingimenti questo tipo di scenario. Mentre Sarah cammina per la grande e bella casa di campagna, e non riesce a vedere i cadaveri in giro, così come i vetri rotti sul pavimento, solo dopo molta suspense, Sarah compie la sua orribile scoperta, e qualcosa di compromettente dimenticato sul luogo della strage, e per cui l’assassino potrebbe tornare presto a casa…

Durante il suo calvario, siamo anche all’oscuro di chi sia l’assassino. Quindi è un giallo, oltre che una storia di sopravvivenza, anche nell’aperta e oscura,fredda, autunnale campagna inglese, splendidamente fotografata nei suoi colori e tonalità, dal grande Gerry Fisher.

La Farrow era qui molto giovane, all’epoca, e stava girando una serie di film in Inghilterra. Questo in particolare venne realizzato da Fleischer tre anni dopo il suo famosissimo horror precedente, “Rosemary’s Baby” (1968) di Roman Polanski, e tre anni prima che fosse nel film vincitore dell’Oscar “Il Grande Gatsby”(1974) di Jack Clayton,  girato anch’esso in Inghilterra.

Chiunque conosca la TV britannica di quell”epoca, sarà solleticato nel vedere che il suo ragazzo è interpretato da Norman Eshley, che recitò oltre che ne “La Casa del peccato mortale”(House of Mortal Sin)(1976) di Pete Walker, nella sitcom di successo “George and Mildred” (uno spin-off di “Un Uomo in casa”(Man About the House) , che ha attraversato l’Atlantico divenendo “Tre cuori in affitto” ) nel ruolo del vicino dei trucidati e moroso di Sarah,  Jeffrey Fourmile.

Per non far indovinare, ci sono numerosi altri presenti nel cast che potrebbero essere delle false piste. Tra questi un giovanissimo Michael Elphick (“The Elephant Man”) nei panni di uno zingaro cattivo, Christopher Matthews de “Il Marchio di Dracula”(Scars of Dracula) di Roy Ward Baker e “Terrore e Terrore”(Scream and Scream Again) di Gordon Hessler, oltre che persino Paul Nicholas poco prima che diventasse famoso nelle classifiche pop e in “Tommy” di  Ken Russell ( come il brutto cugino Kevin).

Il regista è appunto Richard Fleischer, che presumibilmente fu scelto perché aveva realizzato precedentemente “Lo Strangolatore di Boston”(The Boston Strangler)(1968), e “l’Assassino di Rillington Place, N’10″(10 Rillington Place)(1971), due grandissimi film su assassini psicopatici, killer seriali . Che intendiamoci, con crediti come “Viaggio allucinante”(Fantastic Voyage) , “Il Favoloso Dottor Dolittle”(Doctor Dolittle) e “2022: I Sopravvissuti”(Soylent Green)– per non parlare nel periodo di “L’Ultima fuga”(The Last Run)(1971), “Il Boss è morto”(The Don Is Dead)(1973), “I Nuovi centurioni”(The New Centurions)(1973) ecc.,ecc.,, poteva facilmente avere successo in qualsiasi genere. Il risultato è un thriller serrato e pieno di suspense, che delude per un pò davvero, solo alla fine.


Il compositore e veterano di Hollywood Elmer Bernstein gonfia le scene d’azione quasi troppo, con una colonna sonora ampia e memorabile che è adeguatamente minacciosa quando l’assassino è in perlustrazione. Riesce persino a calarsi nei suoi familiari temi in stile western per le scene a cavallo. (La colonna sonora completa di Bernstein del film è stata pubblicata su CD. Film Music Reporter.)


Il dvd a due dischi con i due montaggi del film, e pubblicato dalla Sinister a giugno 2021, utilizzando i master in HD del citato Blu-ray Indicator Series U.K., fa sembrare decisamente invecchiato il dvd SuperJewelBox della Columbia Tristar H.E. del 2002, dà nuovo splendore alla pellicola e la presenta originariamente in 16:9 anamorfico, che sembra più o meno il suo formato corretto. Come detto, i due dischi della Sinister contengono la versione americana che conserva il titolo statunitense “See No Evil”. Oltre che il lievemente diverso e alternativo nel montaggio per le sale britanniche, “Blind Terror”.
Sono anche contenuti a parte come extra,i bei titoli di testa ottici italiani, con il titolo “Terrore cieco”, e anche i cartelloni, le locandine e i manifesti del film horror proiettato all’inizio nel cinema, adattati in italiano.

La versione americana del film è sostanzialmente della stessa lunghezza, ma utilizza molte inquadrature alternative. È sufficientemente più lasciva, con numerosi primi piani di seni femminili in maglioni attillati, ad esempio nella scena del pub. Perché questi non fossero nella versione britannica con classificazione X, non lo so. La vittima sul letto in mutande ha un primo piano in più nella versione americana, forse per legarla meglio al poster pubblicitario?

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