Il piacere è tutto mio – Good luck to you, Leo Grande

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Il piacere è tutto mio

Il piacere è tutto mio – Good luck to you, Leo Grande, di Sophie Hyde, primo kammerspiel dell’orgasmo anziano con performance erotica di Emma Thompson

Il piacere è tutto mio – Good luck to you, Leo Grande, di Sophie Hyde, primo kammerspiel dell’orgasmo anziano con performance erotica di Emma Thompson…

Abbiamo visto la versione doppiata e dai trailer e qualche clip si evince che l’accento all british della Thompson dia qualcosa in più soprattutto nella prima parte, quando il personaggio che interpreta, Nancy una “neovedova” di una sessantina d’anni appare decisamente molto rigida e stereotipata.

Da una parte la società in cui ha vissuto del conformismo alle regole, molto meno permissiva e poi anche lei che da insegnante redarguiva le studentesse con la minigonna… Si aggiunge il fatto che la sua relazione sessuale con il marito non si è mai evoluta, per dirla in due parole, lo facevano “non strano”, ma sempre allo stesso modo e lei non ha mai avuto un orgasmo…

Tutto questo appare come un vero disastro per una donna che aveva tutte le carte in regola per godersi la vita. Ma forse ciò dipendeva da lei stessa, infatti sarà la stessa Nancy a rivelare che quando era giovane, una teenager, non si rendeva conto del suo potenziale erotico e poi racconta proprio un episodio che si è svolto durante le vacanze con i genitori, quando un giovane, dietro una siepe, riuscì a infilarle la mano su per la gonna…

Il Kammerspiel di Sophie Hyde – il racconto si svolge tutto dentro una camera di albergo e poi nella sala ristorante vuota – rivela subito di contare unicamente sulla scrittura di Katy Brand e sulla performance attoriale dei principali protagonisti. In questi casi la storia del cinema ci insegna che trattasi di impresa ardua, perché bisogna scavare a fondo sulle psicologie, denudarle, ma come se si fosse davanti a soggenti reali e non personaggi inventati, altrimenti il risultato va tutto alle ortiche… Per quanto riguarda le performance sono promossi entrambi gli interpreti… Non si poteva fare di meglio con questo copione e la Thompson ce la mette tutta anche per spezzare il tabù sulla nudità di un corpo anziano e pure che fa sesso con un corpo giovane!

Il percorso che fanno i due personaggi, anche se apparentemente quello di Nancy è molto più complesso rispetto a quello di Leo Grande, è la cartina di tornasole per capire se il film può dirsi concretamente riuscito… A chi interessa naturalmente andare al di là dell’intrattenimento spicciolo…

Diciamo subito che Hyde dapprima evita le scene di nudo per poi lanciarsi in un finale dove la protagonista si riprende il corpo, davanti allo specchio, ed è qui che si compie la sua più grande evoluzione con l’accettazione finale. La sintesi estrema di tre incontri, il quarto è solamente l’epilogo, non può fare certo pensare che decenni e decenni di repressione sessuale e non solo in questa donna possano risolversi in un incontro di letto o anche di anime… La realtà ahimé è sempre più difficile e complessa!

Più prevedibile il percorso di Leo Grande che va dritto dritto a riscoprire i traumi infantili famigliari dettati dalla stessa non accettazione delle libertà sessuali.

In fondo il film di Hyde è proprio questo: un inno alla positiva consapevolezza del proprio corpo che è anche responsabile della felicità esistenziale, alla larga da istituzioni come la scuola più miope, i genitori rigidi e le altre istituzioni come quella religiosa ancora più pericolose (Nancy è insegnante di religione… ).

Nancy e Leo fanno questo percorso insieme in una stanza per molti di noi e alla fine la terapia farà bene a tutti…

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