Clima: Il film (La fredda verità), di Martin Durkin: la bufala del cambiamento climatico è colpita e affondata…

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Climate: The Movie

Le menzogne sul cambiamento climatico hanno le gambe corte di fronte ai freddi dati che dimostrano senza alcun dubbio che la narrazione sulla CO2 è soltanto una delle tante forme di propaganda del sistema. Martin Durkin raccoglie nel documentario importanti testimonianze da parte di scienziati autentici e non al soldo di qualche multinazionale

Ecco qui la scheda descrittiva allegata al canale youtube che ospita il film. Soprattutto per sintetizzare la questione, almeno per coloro che finora hanno creduto alle balle del sistema, e non hanno mai approfondito l’argomento:

Questo film denuncia l’allarme climatico come una paura inventata senza alcuna base scientifica. Dimostra che gli studi tradizionali e i dati ufficiali non supportano l’affermazione secondo cui si stia assistendo a un aumento degli eventi meteorologici estremi: uragani, siccità, ondate di caldo, incendi e tutto il resto. Ciò contrasta con forza l’affermazione secondo cui le temperature attuali e i livelli di CO2 atmosferica siano insoliti e preoccupanti. Al contrario, rispetto all’ultimo mezzo miliardo di anni di storia della Terra, sia le temperature attuali che i livelli di CO2 sono estremamente e insolitamente bassi. Attualmente siamo in un’era glaciale. Il film mostra anche che non vi è alcuna prova che la variazione dei livelli di CO2 (è cambiata molte volte) abbia mai “causato” il cambiamento climatico in passato. Perché allora ci viene detto, più e più volte che il “catastrofico cambiamento climatico provocato dall’uomo” è un fatto inconfutabile? Perché ci viene detto che non ci sono prove che lo contraddicano? Perché ci viene detto che chiunque metta in dubbio il “caos climatico” è un “terrapiattista” e un “negazionista della scienza”? Il film esplora la natura del consenso dietro il cambiamento climatico. Descrive le origini del carrozzone dei finanziamenti per il clima e l’ascesa dell’industria climatica da trilioni di dollari. Descrive le centinaia di migliaia di posti di lavoro che dipendono dalla crisi climatica. Ciò spiega l’enorme pressione sugli scienziati e su altri soggetti affinché non mettano in discussione l’allarme climatico: il ritiro dei fondi, il rifiuto da parte delle riviste scientifiche, l’ostracismo sociale. Ma l’allarme climatico è molto più di un carrozzone di finanziamenti e di posti di lavoro. Il film esplora la politica del clima. Fin dall’inizio, la paura climatica è stata politica. Il colpevole è stato il capitalismo industriale del libero mercato. La soluzione è stata più tasse e più regolamentazione. Fin dall’inizio, l’allarme climatico ha attratto, ed è stato adottato e promosso, da quei gruppi a favore di un governo più ampio. Questa è la divisione politica inespressa dietro l’allarme climatico. La paura del clima attrae soprattutto coloro che fanno parte del vasto sistema finanziato dai fondi pubblici. Ciò include l’intellighenzia occidentale, in gran parte finanziata dai fondi pubblici, per la quale il clima è diventato una causa morale. In questi ambienti, criticare o mettere in discussione l’allarme climatico è diventato una violazione dell’etichetta sociale. Il film include interviste con una serie di scienziati di spicco, tra cui il professor Steven Koonin (autore di ‘Unsettled’, ex rettore e vicepresidente del Caltech), il professor Dick Lindzen (già professore di meteorologia ad Harvard e al MIT), il professor Will Happer (professore di fisica a Princeton), il dottor John Clauser (vincitore del premio Nobel per la fisica nel 2022), il professor Nir Shaviv (Racah Institute of Physics), il professor Ross McKitrick (Università di Guelph), Willie Soon e molti altri. Il film è stato scritto e diretto dal regista britannico Martin Durkin ed è il seguito del suo eccellente documentario del 2007 The Great Global Warming Swindle. Il produttore del film è Tom Nelson, un podcaster che ha esaminato approfonditamente le questioni del dibattito sul clima per quasi due decenni.

Ora, si potrebbe senz’altro iniziare una analisi del film dicendo che la seconda parte è anche quella più interessante… Nella prima parte, suddivisa in vari capitoletti, si fa un resoconto molto chiaro di come si può comprendere la storia del clima. Sono coinvolte le scienze della terra che attraverso esami delle rocce, dei vari fossili, dei ghiacci in profondità, prelevati con opportuni carotaggi, dimostrano che siamo addirittura in un periodo freddo per la Terra… A questa prima parte non c’è molto da aggiungere. Importante perché poi permette di servire la seconda parte, quella a mio avviso più interessante, su un piatto d’argento…

Ci accorgiamo, infatti, che il sistema finanziario è quello che costruisce i flussi di pensiero. D’altra parte tutte le istituzioni universitarie di ricerca sono spinte verso studi con l’obiettivo di dimostrare che è la CO2 responsabile del cambiamento climatico… Tuttavia, cosa succede se si sono già accumulati centinaia di studi che dimostrano il falso? Che la narrazione del sistema continua a sostenere il falso e che tutti gli oppositori, con prove alla mano, sono marginalizzati e anche intimiditi e minacciati…

Il gruppo di scienziati intervistati nel film ha fatto esperienza diretta di questa pressione e delle varie minacce, che per alcuni si sono tradotte in disastri per la carriera, fino al ritiro, alla pensione anticipata…

Grazie a questa seconda parte possiamo diventare consapevoli che non si tratta soltanto di considerare un argomento dibattuto e controverso, ma si tratta di capire che per il 99% di tutti gli argomenti il sistema ha deciso già per noi. Ciò appare chiarissimo nella consapevolezza di tutti gli intervistati, che fanno riferimento ad ogni aspetto della nostra vita…

Quindi il cambiamento climatico non è un semplice argomento su cui valutare opinioni, ma l’ennesimo inganno di un sistema che ha delle agende e vuole raggiungere alcuni obiettivi. Di questo non si parla tanto nel film, ma 2 + 2 fa 4 e il tutto non è certo spiegabile soltanto con la motivazione del giro di affari di milioni e milioni di dollari…

Buona visione e riflessione!

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