Io sono la fine del mondo di Gennaro Nunziante con Angelo Duro: arriva su Netflix… e la critica dorme!

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Io sono la fine del mondo

Io sono la fine del mondo

Oggetto di profonda repulsione, la critica cricca ufficiale ormai allo sbando non si rende conto della vitalità di un “manifesto politico” di puro dissenso. “Io sono la fine del mondo” di Gennaro Nunziante con Angelo Duro è una boccata d’ossigeno nella brodaglia propagandistica del cinema mainstream

A volte capitano cose strane… Come il fatto di non aver dato un’occhiata al film di Gennaro Nunziante con Angelo Duro, più volte attaccato e sbeffeggiato sui social dai soliti critici falliti… Bastava andarsi a vedere un po’ qualche video di Angelo Duro per capire quale fosse il motivo…

Poi accade di leggere un editoriale su Film Tv del 22 luglio scorso (giornale che va letto proprio per comprendere la miseria di una classe intellettuale, che ormai non pensa più con la propria testa, manipolata ed eterodiretta da molti anni) a firma Giulio Sangiorgio proprio sull’arrivo di Io sono la fine del mondo di Gennaro Nunziante su Netflix.

Tutto il pezzo è delirante, l’inizio mette subito le mani avanti sulla qualità del film: “Non parliamo di qualità”… Poi si continua sgomenti perché non si riesce a comprendere il successo di un personaggio che ha tutte le caratteristiche per essere una voce libera, dissidente, fuori dal sistema. Duro lo fa col suo cognome, senza peli sulla lingua, e c’è poco da fare finta di nulla perché tra gli obiettivi ci sono le menzogne del sistema, sgretolate una dopo l’altra. Duro li smonta con battute fulminanti, peccato che non sia andato oltre, ma non avrebbero permesso più di tanto. Già un miracolo che Gennaro Nunziante, altro cervello pensante, lo voglia subito per farne un film, che è appunto un manifesto politico e filosofico, come dice Sangiorgio nell’editoriale, solo che non capisce, che non c’entra un cazzo il fatto di Angelo Duro di essere immobile e fallico… “perché dovrei essere politico e darmi all’attivismo?”, dovrebbe essere questa la nota di squalifica per Duro…

Allora… no, Duro sta facendo una critica della nostra società “quasi” a 360 gradi e agisce eccome. Lo fa nell’arco di tutti i minuti del film, quindi non si capisce cosa intenda Sangiorgio.

La dialettica nel film non può essere sviluppata e vi spiego perché. Ve lo immaginate se al banco di un check in un passeggero se la prendesse contro un ciccione, per il fatto di portare più kg sull’aereo e di avere gli stessi diritti sul peso del bagaglio? Quell’ipotetico passeggero si ritroverebbe contro l’intero aeroporto… Come del resto abbiamo visto con l’esperimento sociale del “covid”. Il pensiero unico ha addestrato e manipolato i suoi guardiani… Ecco perché chi si oppone trova subito il kapò di turno dietro l’angolo. Servono a mantenere l’ordine imposto dal sistema attraverso la complicità della maggioranza della popolazione: in questi casi tutto è possibile, abusi, violenze, stalking vario, derisioni…

Dispiace vedere che una classe intellettuale come quella dei critici cinematografici che dovrebbe essere quanto meno sensibile di fronte ad opere eversive corra subito a sminuire, a disprezzare, ovviamente senza argomenti, in maniera apodittica, o poggiando i propri ragionamenti sul nulla.

La retorica di Io sono la fine del mondo è chiarissima. Fare a pezzi l’ipocrisia, il buonismo, l’insensatezza delle regole imposte dall’alto, fino all’ordine famigliare quando questo è corrotto dal principio di soffocamento di un altro essere vivente, roba assolutamente frequente ma che è un filo sottile in cui gli aguzzini genitori sono spesso impuniti.

Vediamo un po’ quali sono i dettagli significativi di questo vero e proprio attacco all’interno di un film che solo in apparenza potrebbe essere scambiato soltanto per una commedia in cui si parla di relazioni genitori figli e anche di coppia… Ma naturalmente, questo è solo un pretesto per affondare il coltello nella melma degli inganni del sistema corrotto in cui viviamo.

Un elemento importante è senza dubbio l’antenna tv sradicata: è l’oggetto principale della manipolazione, che si è non casualmente estesa a 24 ore su 24, con sofisticate tecnologie di marketing e penetrazione di tutti i target. Gli anziani genitori di Angelo sono attratti dall’ennesima fiction, distrazione di massa, che li rende perfino nervosi se perdono una puntata, soprattutto l’ultima: ma questo dimostra l’estrema dipendenza che la tv vuole creare nel suo pubblico. Un’ipnosi che Duro cerca di interrompere con un’azione (evvero Sangiorgio? non una reazione) precipitandosi sul tetto per distruggere l’antenna.

La medicina, questa sconosciuta. Il medico consiglia esattamente l’opposto di quello che i genitori dovrebbero fare. Possono mangiare anche due piatti di pasta, bere vino e non fare alcuna attività fisica… C’è bisogno di aggiungere altro? Inoltre frecciatina anche al ruolo della psicologia, ormai onnipresente ed imposta per qualsiasi motivo, pronta a diagnosticare improbabili depressioni ed altre patologie appena coniate…

Passiamo adesso a quello che è stato definito “politicamente corretto”. Io di solito faccio sentire ai miei figli la canzone di Edoardo Vianello “Cicciona Cha cha”. L’effetto è immediato. Si capisce subito che oggi nessuno potrebbe più utilizzare un titolo e un testo del genere, prima si poteva anche scherzare, usare l’ironia, oggi…

Il problema è che adesso tutti gli adolescenti sono più grassi, ma quel che è peggio è che possono lo stesso impegnarsi in discipline e sport che certo non sono praticabili da obesi. Eppure il buonismo permette che questi carissimi obesi partecipino perfino a gare di nuoto, come il personaggio del film…

Altra fulminante battuta è quella con il manager del risparmio che lascia i pezzi di pizza. Sì, va bene, direte voi, lo fanno in molti, ma è un’ulteriore ipocrisia di una società consumistica e del fatto che si impongano falsi risparmi, e che manchi soprattutto un’educazione vera alla cultura contro la società consumistica. Chi comanda non ha alcun interesse a farti consumare di meno, anzi sempre di più… Poi però regole e regoline del sistema solo per far vedere che ci sono politiche green ecc. Tutto falso, ovviamente!

Anche la vacanza della sorella di Angelo rientra in questa mitizzazione delle ferie che devono essere “particolari”, lontano da casa, in una barca in qualche mare esotico, un rito a cui non mancare…

Ma Duro dimostra anche la comicità nella scelta di un tavolo da 12 in un ristorante quando si è solo in due: per non essere costretto a sentire le cazzate dei tavoli vicini…
Tutto vero naturalmente.

Non manca la frecciatina alla pedofilia della chiesa, con la ciliegina sulla torta rappresentata dal passaparola del pettegolezzo che fa fuori subito la vittima…

Tra i non luoghi di Marc Augé non manca il parco avventura, altro esempio di distrazione di massa, e purtroppo anche di invasione del territorio, perché sono costruiti nei boschi deturpandoli con le varie funi e carrucole…

Tra il politicamente scorretto non dimentichiamoci del parcheggio onnipresente per gli handicappati… Sono più i posti riservati che gli handicappati ad occhio e croce. Come si definisce quest’altra burla?

Grazie dunque a Angelo Duro e Gennaro Nunziante per un’opera viva e corrosiva, che descrive senza ipocrisie la società di oggi sprofondata nella manipolazione del pensiero unico buonista ecc. e molto altro, vera deriva che ci porta verso una società totalitaria, del controllo totale.

Ottimo il cast perfettamente sintonizzato sulla linea del film. L’unica bellezza ingenua rimasta è quella delle riprese a Palermo, coi luoghi bellissimi di piazza Marina, si intravedono gli alberi plurisecolari e dall’alto sui territori dell’interno palermitano. Davvero dobbiamo farcene una ragione, questa umanità deve redimersi al più presto, se vuole godere della terra. Duro, con la sua autentica retorica, può aiutare a svegliare tante persone.

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