La guerra della propaganda non è mai finita, si aggiorna. Ecco il nuovo capitolo con il conflitto USA Israele Iran

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La propaganda non è mai finita e in guerra, continua, utilizzando ogni strumento possibile, come l’immaginario del cinema… Ma è la stessa propaganda a servirsi da molto tempo del mezzo cinematografico

C’era una volta il cosiddetto cinema di propaganda, un errore grandissimo, giacché ormai dovremmo aver capito che non esiste la propaganda di guerra, ma esiste la propaganda in una guerra, così come esiste una propaganda in qualsiasi altro aspetto del nostro mondo, sempre più virato alla non realtà fisica verificabile, al contatto diretto, ma piuttosto all’immagine virtuale, digitale… Cosicché negli ultimi tempi si parla ormai nel 100 per cento dei casi di IA… intelligenza artificiale che non fa più distinguere nulla, ancorché ci siano soggetti che giurerebbero di riuscire a capire se trattasi di una creazione digitale o meno…

In questi ultimi giorni della guerra in cui siamo precipitati sta girando il video di Nethanyau, quello con le famose sei dita che altro non sarebbero che un artefatto digitale che crea un’illusione ottica… Però questo non basta per sapere veramente che senso abbia questo video… E po quello che vede il primo ministro israeliano sorseggiare un caffè alludendo proprio al video nel quale appariva con sei dita: mostra la mano Nethanyau, dicendo appunto che le sue dita sono cinque…

Davvero sembra tutto surreale… ma è proprio il mondo che stiamo vivendo nel 2026…

In questo caso sono state fatte analisi, qui non ci interessano più di tanto. L’importante è sottolineare quanto si allarghi il campo di guerra: non si tratta più dei sotterfugi, delle dichiarazioni stampa, dei vecchi servizi segreti… quel mondo di spie descritto al cinema centinaia di volte… Ma tutto l’armamentario tecnologico che organizza, struttura il campo di guerra e laddove lo strumento del video/videogico, social, dichiarazione tradizionale, sono ormai aspetti istituzionalizzati come se per continuare la guerra si dovesse organizzare di continuo una narrazione di un certo tipo. Il dubbio più grande è se questa narrazione sia un semplice strumento contro il nemico, perché la sensazione più grande è quella di assuefare il pubblico, manipolarlo di continuo, confonderlo, perché non abbia più punti di riferimento.

In questa confusione occorre ancorarsi a fatti concreti e poi tentare di costruire ipotesi di lettura.

Passiamo a illustrare i video rilasciati dalla Casa Bianca che sono al momento quanto di più scioccante potesse accadere come livello più attuale di propaganda.

Forse non c’è bisogno di aggiungere tanto, se si dice semplicemente che alle immagini di film e videogiochi sono alternati documenti video di obiettivi militari raggiunti dagli ordigni, distrutti e dove si aggiunge la dicitura “wasted/massacrati”…

Tutto ciò è assolutamente disturbante e le reazioni ci sono anche state, ma il punto non è che possano far reagire qualcuno fino al disgusto e la vergogna più profondi, ma che ci siano soggetti che realizzano video in questo modo…

Francamente non mi sembra ci sia da aggiungere altro e quindi ho pensato che non fosse neanche necessaria una analisi più approfondita sull’argomento… Resta la vergogna di vivere questi tempi e di dover constatare l’involuzione umana a che punto sia giunta.

Ma oltre a questo c’è anche una prospettiva meno pessimista… Tutti oggi fanno comunicazione, non esistono solo le agenzie stampa e quindi la narrazione – sempre molto cinematografica – è fatta da tutti. I video che testimoniano i bombardamenti sono quelli girati dall’uomo della strada, da chiunque si trovi lì e possa testimoniare, grazie all’uso dello smartphone.

Ma l’uso può essere anche più creativo come tante immagini e video che girano soprattutto sui social, ne carico qui un paio interessanti:

Video che sdrammatizzano, che rimandano ad altri tempi come in questo caso il seguente con riferimento ai cinegiornali della seconda guerra mondiale.

E poi nel fronte iraniano, in particolare Hezbollah che confeziona video illustrativi delle azioni di guerra, video perfino accompagnati da una colonna musicale…

Di seguito un video montaggio con alcuni contributi di vario tipo, la guerra come blob, del resto Enrico Ghezzi considerava con quella sua famosa trasmissione il reale come flusso “disordinato” di immagini, dove alla fine non serve neanche una regia…

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