I files Epstein, come comprendere il fenomeno di corruzione delle élite al potere

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Jeffrey Epstein

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La corruzione delle élite al potere c’è sempre stata, il rilascio dei files Epstein è solo una conferma di quanto già si conosce da tempo. Ecco una serie di film, video, libri, per comprendere meglio

Da dove iniziare? Difficile dirlo Però prendendo subito di petto il caso Epstein occorre avere la prospettiva giusta: Epstein era una pedina utile per le élite al potere. Faceva il lavoro sporco, ovvero organizzare, insieme alla compagna Ghislaine Maxwell, una rete di reclutamento delle vittime che poi erano offerte ai potenti di turno. I media mainstream hanno all’inizio fatto passare la questione come un discorso riguardante esclusivamente Jeffrey Epstein e la sua compagna Ghislaine Maxwell, puntando sul fatto che fossero entrambi due personaggi perversi che amavano divertirsi durante le feste organizzate nelle varie ville o semplicemente fra di loro, magari con una sola vittima di turno.

Ma la questione è molto più complessa. I due hanno costruito questa rete tanti anni fa e nonostante le denunce delle vittime, continuavano indisturbati nella loro attività ben protetta dai soliti potenti.

Intanto andiamo subito a focalizzarci sulla morte di Epstein, che è stata subito liquidata come suicidio. Ecco il video di Giulietto Chiesa che in quell’anno, il 2019, spiegava cosa era successo con tanto di dati. Aggiungiamo che oggi esistono altre conferme. C’è anche un documentario Who Killed Jeffrey Epstein? (2020) che descrive tutte le irregolarità o se vogliamo le stranezze che accaddero quel 10 agosto del 2019. Prima di tutto il fatto che Epstein fosse trasferito in una cella per detenuti con tendenze suicide… Sulle quali non esiste alcuna prova raccontata. Sta di fatto che queste celle sono abitate da due detenuti, in modo che si possano controllare a vicenda, ma soprattutto è il personale che fa dei controlli periodici di appena mezz’ora e ci sono anche le videocamere. Ebbene, le videocamere furono trovate non funzionanti dagli inquirenti, il personale non controllò i detenuti come da protocollo e il compagno di cella di Epstein era stato appena rilasciato e non sostituito con un altro… Tutte coincidenze?

Qui troviamo anche una descrizione precisa della cella e dei locali del carcere dove Epstein è stato rinchiuso fino alla morte. Inoltre, c’è anche una analisi di un video poco visto in giro, nel quale Epstein insegue due ragazze intorno all’isola della cucina… e infine anche un altro di pochi mesi fa che ha svelato i dettagli controversi di quella sera, laddove la telecamera ha registrato un passaggio di un individuo che potrebbe essere l’assassino di Epstein, tanto che il titolo del video è proprio questo… “assassino di Epstein colto dalla videocamera”…

Bene, intanto va segnalata anche la prospettiva di chi il caso lo conosce bene ed ha appena pubblicato un nuovo video sul tema, dopo il prezioso lavoro di circa due anni fa su Epstein. Si tratta del canale Nova Lectio, che merita una citazione giusto per quelli che non hanno mai sentito parlare della vicenda e si tratta di una sintesi generale, se andate a vedere anche il precedente video di circa 2 anni fa.

Anche se qui si procede con cautela riguardo ai files, perché di fatto si tratta di contenuti di cui si era già a conoscenza, in gran parte non aggiungono altro a quello che già si sapeva da molti anni.

Tanto è vero che gli anni 2000, la prima decade, è quella delle denunce, e poi della scoperta definitiva, in seguito alle indagini, sia del traffico nell’isola di Epstein, sia delle giovani massaggiatrici che entravano nella villa a Palm Beach. Da queste indagini, spesso indotte dalle numerose segnalazioni, si è arrivati ai processi, fino alla prima sentenza un po’ irrilevante che era quella dell’incitamento alla prostituzione.

Fino all’epilogo dove Epstein non era più degno di alcuna tutela per le élite. Finisce in carcere, ma poco dopo viene ucciso, mentre la versione ufficiale è il suicidio.

Sparisce casualmente anche un altro personaggio, quel Jean-Luc Brunel in prigione, anche lui “suicidio”, che nei precedenti anni in qualità di modeling scout, aveva procurato per l’isola di Epstein centinaia di ragazzine anche di soli 11 o 12 anni… E ancora, per caso, Virginia Giuffré una delle vittime, di cui trovate una lunga intervista nel documentario uscito su Netflix, si suicida appena un anno fa…

Ecco, bisogna partire da qui, per comprendere come nel rilascio di questi files non ci sia proprio nulla di nuovo, ma solo il fatto che si vuole chiudere la vicenda Epstein ormai scivolata al centro dell’attenzione delle masse. Ma, il mainstream, come al solito, fornisce le interpretazioni che i dormienti ripetono a pappagallo.

Gli stessi documentari, pur essendo pregevoli, per la precisione con cui seguono molti dati rilevanti, finiscono per limitarsi ad un ritratto che serve da etichetta di “malvagio” per questi personaggi, un altro modo per chiudere la faccenda, ma sorvolando in superficie su questioni più importanti, come le appartenenze di Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell, la rete di relazioni, le disponibilità economiche che spuntano dal nulla, la partecipazione a tutta una serie di vicende politiche che toccano persino i movimenti nazionalisti di destra, anche in Italia, con il citato nei files, Matteo Salvini.

Ora, se Epstein era al centro o comunque in relazione con tutti questi dettagli non certo irrilevanti, come si può spingere solo sul fatto che fossero dei maniaci sessuali, che già non è poco. Eppure di fronte alla montagna di “merda” si preferisce optare e distrarre la popolazione sulla facile etichetta di “maniaco”. Era un maniaco… punto e basta. Un’ottima strategia per chiudere la faccenda. D’altra parte si dice che i contenuti dei files non sono autentici al 100%. In questo modo si è eliminata una pedina scomoda, che poteva sicuramente inchiodare alcuni personaggi e dei files rilasciati si lascia quasi all’impossibilità di leggerli ed interpretarli correttamente visti gli ulteriori omissis e non meno la quantità, si tratta infatti di milioni di mail…

Vediamo un po’ meglio i documentari usciti su Netflix. Quello su Jeffrey Epstein, “Jeffrey Epstein. Soldi, potere e perversione” è del 2020, a riprova del fatto che sono passati ben sei anni prima del rilascio dei files. La situazione quindi è del tutto straconosciuta. In più c’è da rilevare che il titolo italiano subisce la classica modifica… si passa dal neutro “ricco sfondato” al “soldi, potere e perversione”. Un titolo forse più accattivante…

Ma la cosa più importante è scoprire che nel 2008 quando Epstein fu arrestato, invece che un processo, ci fu un accordo, sul quale il procuratore Alexander Acosta non diede mai alcuna spiegazione alla Polizia di Palm Beach. Tutto questo fa pensare a una precisa e minacciosa intimidazione nei riguardi di Acosta che dovette cedere alle pressioni di non si sa bene chi. Quando poi qualche idiota vi dice che il sistema giudiziario non funziona, mandatelo a cagare… Quando ci sono intimidazioni, minacce alle figure istituzionali, è chiaro che tali persone bloccano ogni iter. Rischiano la vita e voi pensate che abbiano una scelta semplice da fare? Il documentario raccoglie benissimo tutte le testimonianze delle varie vittime e fa comprendere benissimo il livello di rete che era stata costruita per avere a disposizione decine e decine di ragazzine da offrire probabilmente non solo a Epstein… Ma questo il documentario lo dice solo nel terzo episodio…

Per quanto riguarda non solo lo sfruttamento sessuale, ma anche qualcosa di più inquietante, vale a dire gli esperimenti in un laboratorio con vittime sedate, ecco una testimonianza importante rilasciata da Juliette Bryant.

Di seguito l’elenco dei vari documentari, nella pagina ufficiale di IMDb, tra i quali suggerisco di vedere prima di tutto quelli su Netflix, di sicuro i più completi. Il primo una serie con 4 episodi già citata ed anche quella dedicata a Ghislaine Maxwell, che serve senz’altro a comprendere i legami con l’alta società e i servizi segreti, a cui apparteneva peraltro il padre di Ghislaine, Robert Maxwell.


Notevole anche il documentario già citato, intitolato Chi ha ucciso Jeffrey Epstein?, che punta l’attenzione sulla controversa scomparsa di Epstein, ma contiene numerose testimonianze che già trovate nei due documentari citati su Netflix.

Passiamo ai film di cosiddetta finzione, per i quali c’è sempre stata la certezza che fossero il frutto di immaginazione ed invenzione narrativa. Ma purtroppo tanti dettagli, coincidenze, portano a pensare che gran parte del “laboratorio cinema” partorisca messaggi per manipolare il pubblico, o meglio, modificare le informazioni per spingere la popolazione ad accettare certi temi, oppure come semplice sfogo, per il fatto che alcuni argomenti particolarmente dolorosi siano attribuibili solo al campo della “fantasia”.

Si tratta di modalità diverse ed in questo caso vediamo come si possa considerare ciascun film.

Innanzitutto Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, suo ultimo film contenente numerose scene facenti riferimento al cerimoniale delle orge. Ebbene, proprio queste feste sono state descritte dai testimoni del traffico sessuale di Epstein. Festini che si consumavano perfino a bordo degli aerei privati, laddove le vittime salivano senza alcun controllo: di fatto potevano anche sparire, essere uccise, come hanno affermato testimonianze come quella di Juliette Bryant… E in più la lettura di Stefano Erario sui collegamenti tra il film di Kubrick e le olimpiadi, nonché i file Epstein. Una vera sorpresa di lettura “magica”, che ci fa comprendere quanto fosse avanti Kubrick, laddove disponeva nella sua messa in scena tutta una serie di simboli ed oggetti che ritroviamo anche nelle messe in scene di oggi, in eventi di ogni tipo. Ciò deve farci riflettere sui collegamenti tra cinema e realtà, ma soprattutto deve indurci a sforzarci di aprire bene gli occhi… chissà perché anche il suggerimento del titolo, occhi aperti, sbarrati…

Naturalmente non è solo Kubrick a parlare di rituali, orge, violenze di ogni tipo su vittime molto giovani, c’è Pasolini che con Salò fa riferimento agli stessi vizi delle élite.

D’altra parte nelle testimonianze delle vittime di Epstein si evince proprio che la depravazione consiste in primo luogo nel vedere soffrire la vittima, quando è lo stupro di un corpo, ma purtroppo le pratiche sono tantissime e coinvolgono anche bambini (del resto era già la fonte letteraria di de Sade a parlarne).

Valgono le stesse parole di Pasolini sull’opera più importante mai realizzata sulla nuda e cruda verità dei meccanismi del potere, laddove il corpo è completamente alla mercé, come un oggetto.

Infine un’ultima ipotesi suggerita da un’altra opera che da un lato mette in scena un rituale estremo, dall’altro ci dice che siamo di fronte a un clan, una società, come appunto il titolo, che forse non è neanche umana… Fantasia? Il titolo se lo avete già indovinato è Society di Brian Yuzna.

Per studiare meglio il caso Epstein suggerisco anche la lettura dell’importante volume di Leo Zagami, ancora in inglese, The Rise and Fall of a Frankis Monster. Exposing Jeffrey Epstein and the most powerful Sect in the World, secondo cui Epstein altro non sarebbe che una “creatura” della potente loggia massonica sabbatiana frankista, peraltro Zagami ci gioca col titolo, con un riferimento chiarissimo a Frankenstein, guarda un po’ la coincidenza di assonanza del nome… Prodotto escluso su Amazon dalla affiliazione… Andiamo bene… Comunque lo trovate lì! Vi metto lo stesso il link
https://www.amazon.it/Rise-Fall-Frankist-Monster-Exposing/dp/B0FY1WY56J/

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